Oderc ni em, oderc ni em... len oim eroma... rep etra, rep etra... is eroum...
Stefano
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20.01.2008 Sun
Non avevo idea di quanti blog abbandonati ci fossero in rete, ultimi post datati una roba come quattro anni fà, blog con il solo titolo e tu li ad aspettare pensando che sia invece lento il computer a caricare. Ho fatto un giro, un pò, ci ho provato. Non ne leggo più, salvo per pochi di loro, per ragioni di tempo, al contrario di come qualcuno dice, ed è forse per questo che non mi leggono più. Insomma preferisco pensare che sia così piuttosto che darmi addosso perchè non ho più nulla di ........................... da scrivere. Penso che "questo mondo" sia fatto così, un reciproco scambio, do ut des, parole sensazioni sorrisi o lacrime. Una parte di me è migrata altrove, anche se mi chiedo spesso: se questo posto il suo senso non ce l'ha più e mi da troppo poco rispetto a ciò di cui posso aver bisogno, che senso ha averne un'altro? Per farmi male di più magari, o magari no. Forse mi sento solo troppo diversa io, rispetto a come in passato son riuscita a sentirmi, forse sono semplicemente fatta così e non smetterò di darmi addosso mai. Quella sensazione, qui... è durato un battito d'ali si, ma è stato un bel volo.
Sull'insegna della gelateria c'era scritto "Cuore di panna", con il cuore al posto della o, proprio come nel mio nick; lo notammo e ne sorridemmo entrambi. Oggi quella telefonata: "Ciao Debora" ed avevo già capito. E' inutile dire non è giusto, come è inutile dire almeno avrei potuto... stavo per chiamarti circa 10 giorni fà, non l'ho fatto, così come tante altre volte... avevo paura di non trovare le parole e in una maniera contorta mi difendevo proprio come tu hai sempre cercato di fare in tutto questo tempo. Io non volevo, non ce ne era bisogno, avrei voluto starti un pò più vicina, mentre non ho mai fatto abbastanza... tu non volevi mostrarmi la tua pena, per me solo cose belle, mentre io avrei voluto nuovamente essere per te quella luce che ti colora il mondo, che come in passato ti sussurra che c'è ancora qualcosa di bello... tanto non avrei potuto... sono solo così tremendamente dispiaciuta, e tengo nascosta questa maledetta rabbia.
Porto nel cuore tutti i momenti, e uno su tutti quella passeggiata sulla spiaggia, il mare di Torvajanica impresso con i suoi rumori dentro di me...
Ricordo quando venni all'eur e tu li per salutarmi solo qualche minuto; ero con mio padre, te lo presentai e tu gli dicesti che aveva una figlia meravigliosa... ora ti immagino su quella spiaggia, magari con lui, e vorrei tanto vedere un sorriso di entrambi.
Ti voglio bene, te l'ho detto in un altro post e te lo ripeto in questo, che purtroppo mette la parola fine. Ma, nel cuore, ci sarai per sempre.
Si che sarebbe stato un natale malinconico e triste...
ma una persona, il mio Angel, ha deciso di "voler dare un significato diverso a questo giorno" che dovrebbe essere di festa, ma di festa non era...
Poche parole a tutta la famiglia, lui in ginocchio, una domanda, un anello, e alla fine lacrime per tutti, con un sorriso che altrimenti non ci sarebbe stato.
Sono felice per il suo gesto, e per ciò che ne seguirà, anche se dentro ora più che mai mi manca papà, e non so se riuscirò a farcela senza di lui... per questo sono combattuta, il pensiero della sua assenza entrando in chiesa mi devasta... se riuscirò a farlo solo in comune mi andrà bene lo stesso, in fondo siamo già adesso un amore completo.
Dopo un si biascicato a voce bassa (la poca che mi era rimasta) ho pensato a lui, a come sarebbe stato felice in quel momento, è strano come la gioia e il dolore riescano a fondersi nell'anima lasciandoci senza spiraglio alcuno...
Triste e combattuta. L’8 dicembre si avvicina… e quello è sempre stato il giorno in cui facevamo l’albero di natale… è già un mese che ci penso… sento che non ho la voglia di farlo, ma so anche quanto è sempre stato importante per me … poi ho un bambino adesso, e vorrei trasmettergli la stessa gioia e le stesse emozioni che ho avuto io sin da bambina. Ricordo l’albero di ogni anno, sempre pieno pieno di luci colorate… le palline di quando ero bambina con dentro l’acqua che andava su e giù ed io che mi incantavo a guardarle… ricordo quando qualche anno fa ho messo su il capellino da babbo natale con la canzoni natalizie e l’allegria che si spargeva tutta intorno. Adoro le luci del natale, ed ogni anno uscire in strada e vederle era per me una nuova emozione. Quest’anno non le guardo, non mi danno niente, vorrei solo che tutto passasse il più in fretta possibile, senza spari e senza auguri. Ho sempre aspettato questo periodo dell’anno con tanta gioia nel cuore, e adesso vorrei non venisse per niente. Quando ero piccola mio padre faceva il presepe, una sua passione che mi piaceva da impazzire. Passavo le ore a giocarci e ricordo ancora i pastori… ricordo quella volta in cui andammo ai boschi a raccogliere il muschio, e poi li sul quel tavolo immenso legno vero per la grotta, montagne, cielo stellato, e il fiume con l’acqua vera che scendeva… il pescatore sul ciglio con il suo pesce all’amo, il pastore che attraversava il ponte con le pecore, il fornaio, la signora che cuoceva le lenticchie, il banco del pesce e quello del pane… le case tutte illuminate e le pecorelle con cui parlavo… giravo tra i banchi inventando storie realmente convinta di essere in quel mondo magico e antico e li mi perdevo… quest’anno magari papà lo avrebbe fatto a Francesco, che avrebbe giocato con i pastorelli combinando qualche guaio! Ma no, non è più possibile questo, come non sarà mai più uguale il natale. Tante volte pur di vedere l’albero andavo a dormire in salone, aprivo il divano letto e lasciavo acceso l’albero tutta notte, era incantevole dormire al tepore di quelle luci, tranquillità ed emozione insieme. Quello che mi ha sempre dato il natale, ora non riesco a sentirlo, e uno dei momenti più belli dell’anno, l’atteso 8 dicembre, quest’anno sarà un giorno peggio degli altri. Non avrò il mio albero… quello che l’anno scorso andai a comprare con Lui. Vorrei venisse un angelo per farlo al posto mio, vorrei svegliarmi e trovarlo li, pieno di decori e tutto illuminato.
Vorrei sentire che è natale, almeno per un attimo.
Ma vorrei anche che Lui fosse qui, e questo non succederà mai più.
La Sua perdita ha lasciato un vuoto enorme in me, che nessuno può colmare… ma è anche vero che qualche parola, qualche attenzione, anche solo un abbraccio in più, mi sarebbero stati di conforto. Non so quanto tutto questo abbia inciso, non so se mi sentirei ugualmente così anche se le cose fossero andate diversamente… so che mi sento infelice, e stanca. Un forte dolore rende forse un po’ più cinici, all’apparenza almeno, ed io forse lo sono quando dico che sono tutte balle, che la vita non è come ci se la immagina, che nessun regista ha gli occhi puntati su di noi mentre la pellicola scorre e alla fine ci si accorge di non essere niente di speciale. Ho creduto, ho sperato, ho lottato. In passato con decisioni difficili, e nel presente con una grande fiducia. Ma ora sono stanca, ora non voglio crederci più, anche se in cuor mio continuo, recidiva fino alla fine… però mi chiedo a cosa porti inseguire un’idea con tutti noi stessi, se ci si deve sentire così stremati. Tutto per un sorriso e un’emozione del cuore. Non chiedevo di essere “felice”, avevo solo delle speranze semplici ma importanti cui guardavo ogni giorno, per trovarle come sassolini sul mio cammino. Ma la mia via l’ho trovata sgombra, e piano piano mi si è cancellato il sorriso. E ora non voglio pensare, non voglio chiedere, ora mi sento così SOLA. Allora lascio che sia, anche andando contro me stessa, tanto non può dipendere tutto da me… poi magari qualcosa succede… all’improvviso… certo è che non mi piace fare da spettatore alla mia vita…
Guardavo la tv ieri sera… ho come realizzato ad un tratto… l’ ospedale… la gente che muore, lo sapevo questo, ma spesso i medici sanno già da prima cosa sta per avvenire: hai due giorni di vita… lo schock… sono quelle cose che non pensi mai possano succedere nella tua vita… la memoria ha precipitosamente corso a ritroso… appena due sere prima si era saputo cosa avesse di preciso, domani iniziamo la cura… e domani ero andata a trovarlo, mia madre in lacrime mentre un medico le diceva che era necessario un intervento altrimenti sarebbe morto, quel momento continuo a riviverlo come fosse ora, nonostante la mia mente si senta ancora e forse per sempre annebbiata… peccato che quello stesso intervento fosse ugualmente rischioso per la sua vita. Ore di angoscia, ma poi sembrava tutto andar per il verso giusto… dopo una notte la triste verità, e da allora solo poche altre ore ancora… forse se ci fosse stato House col suo fare cinico e schietto ci avrebbe detto subito che non c’erano speranze… avrei potuto solo fargli vedere per un’ultima volta il suo adorato nipote… certo nessuno avrebbe potuto salvarlo…
In questi giorni mi sento come la tela di un impressionista in cui i colori sfumati si mescolano, sovrapponendosi e sfumando...
Vorrei saper spiegare di più, ma è quanto di meglio ora riesca a dire.
Ho bisogno di cure per l'anima.
Sembrava un barbone mio nonno? No allora forse solo una vaga somiglianza fisica non lo so, ho visto quelluomo e mi ha ricordato lui sono entrata nel supermercato ed ho pensato che se fossi stata una persona con i soldi gli avrei fatto una spesa mega, insomma una spesa degna di una vita dignitosa, il benessere che abbiamo spesso ci rende ciechi e per niente comprensivi. Sono contraria a dare soldi, allora scelgo di portare un omogeneizzato o dei biscotti alla signora col bimbo di pochi mesi più piccolo del mio che ogni mattina è davanti alle poste, e allo stesso modo penso di comprare qualcosa prima di uscire da portare a quelluomo col cagnolino li davanti poco importa aver incontrato unamica alle casse, davanti alluscita dico semplicemente che devo fermarmi alla zona bar, e compro una pizza. Fuori gliela porgo, al volo, quel tanto che basta ad incrociare uno sguardo fugace. Mi dico che dopo sembro aver quel sorriso che gongola, come chi si alleggerisce un po la coscienza, ma no, preferisco scacciare questo pensiero, perché dentro sento che non è per questo, ma perché un così piccolo gesto mi regala del bene, e rievoca pensieri mi soffermo a leggere il cartello che ha scritto con grafia incerta e senza grammatica, e mi torna in mente mio nonno e il suo diario. Erano gli anni sessanta quando lha scritto, lui che ha fatto la guerra, lui che conclude dicendo: spero che i miei figli possano leggerlo. Mia madre lo ha riscritto, restando fedele e limando appena gli errori qua e la, ed io lho battuto al pc, portandoglielo proprio in questo periodo, lanno prima che morisse. Ricordo di avergli detto che così anche i suoi nipoti lo avrebbero letto, e persino i pronipoti, che non ha conosciuto mai. Sono così fiera di quelle pagine. E mi rivedo bambina, quando mia mamma mi chiedeva magari prima di uscire cosa volessi ed io non rispondevo altro che: tanti nonni Carli! In macchina mi rimprovero di non aver comprato niente per il cagnolino
Promesse mai mantenute.
Speranze, angosce. Illusioni, affanni.
Sono diventata forse ciò che dovrei. Disillusa.
Tempo che uccidi. anima che ti laceri.
C'è una splendida luna piena stasera,
che illumina a dismisura il cielo.
Ed io, sotto di essa, in una mediocre tranquillità.
la mia vita è ferma. Piatta, triste, immobile. Eppure il tempo passa. Non siamo mai stati grandi amici il tempo ed io. Malinconia. E vivo. Per il mio bimbo, mia più grande fortuna, mia unica gioia pura.
MI HANNO DETTO DEI SEI MESI X ELABORARE E COSA SEREBBE DOVUTO CAMBIARE DOPO?! IL TEMPO PASSA MA RESTA TUTTO IMMUTATO: RICORDI, DOLORE, PENSIERI. MI SEMBRA DI VEDERLO DOVUNQUE, NELLE SUE SOLITE ABITUDINI, E NEI POSTI PIU INUSUALI. MA INVECE E SOLO IN UN POSTO, E LI E COME SE NON LO VEDESSI. OGNI VOLTA CHE VADO A TROVARLO MI ESTRANEO, MI ANNIENTO, PERCHE PREFERISCO STAR CON LUI ALTROVE. SEI MESI. BUGIARDO DAVVERO FREUD. NIENTE CAMBIA E NIENTE SI SPIEGA. NON CI SI CAPACITA, NON SI ACCETTA, E NON SI RITORNA CON I PIEDI PER TERRA. COME SE QUELLA PORTA POTESSE ESSERE APERTA ANCORA UNA VOLTA DA LUI, MA LE SUE CHIAVI SONO RIMASTE IN UNO SVUOTATASCHE NELLINGRESSO.
Nel fresco della tarda sera, ho guardato a lungo i suoi piedi incrociati, immobili, le gambe distese sulla sdraio, ho guardato le sue braccia, che gli vietavano di portare le mani fino a me. Ma non ho guardato il suo viso, non ho avuto il coraggio di guardare i suoi occhi, che erano invece rivolti a me. Mi ha fissato per tutto il tempo, i suoi occhi hanno studiato le mie dita che si toccavano un po nervose, si sono addolciti con i miei che si socchiudevano appena ad ogni tiro di sigaretta, si sono interrogati tra le ciocche di capelli che mi scivolavano tra le dita. Ma io non lho guardato. Non sapevo cosa avrei voluto mostrargli nel mio sguardo, né cosa avrebbe visto nei miei occhi. Il tutto, nel silenzio. Il silenzio è quasi sempre pesante, e lo era, ma era privo di rabbia, e di angoscia. Tra le miriadi di schegge di pensieri che mi affondavano nella mente troppo veloci perché potessi coglierli, ho pensato lo amo. Solo questo e nullaltro. Non cera voglia né spazio per nessunaltra cosa. Lamore, per qualcuno, fortuna o sfortuna che sia, riesce con la sua immensità, in alcuni momenti a sovrastare ogni cosa.
Quante parole sono volate via dalle mie labbra come uccellini speranzosi di un pò di cibo parlavo, parlavo, parlavo anche con la mente in subbuglio e il cuore straziato cercando la forza in ogni dove, sempre in nome di una parola con la A maiuscola parlavo, e aspettavo e speravo che quella volta sarebbe stata lultima ho parlato per due troppe volte ormai ed ora non ho la forza, non ho la voglia tutto spento, non cè entusiasmo, non cè vitalità, e non so se cè speranza.
E, dopo tutto questo, che senso ha quella parola?
In questi ultimi anni quante domande e quante angosce. E stasera. Ancora. Chissà dovè, cosa sente, cosa fa. Una mia frase dura e sprezzante come mai avrei voluto. Ed ha subito colto linvito. Perché? Chissà. Avvilita, così mi sento. Senza grossi fremiti, con poca volontà. Troppe volte ha domandato il mio futuro, ed io sempre speranzosa ho risposto. Ma ora non ho il coraggio di dirgli unaltra bugia. Ho perso ogni speranza? Chissà. Lasciate ogni speranza voi che entrate ma non so se saprò ignorare ancora una volta la scritta su quella porta (e mai la Divina Commedia fu così appropriata). Amore, dedizione, comprensione mi hanno sfiancata ma ho sempre ritrovato la forza ma se il prezzo deve essere quello dellinfelicità non ci sto. Perché non è giusto. In dieci anni mai ho sofferto così, mai tanto mi è stato tolto. Eppure ci ho provato, ancora, e ancora, e ancora.
Una donna, unauto, un feto di sette mesi circa, la solitudine, il dolore straziante e ancora quella domanda: chissà. E la forza mancante di fittare una camera per la notte e sparire così. E tante altre volte ancora che non le ricordo più. Troppi silenzi, abbracci non dati, parole costrette e presenza assente. Anche quando ne avevo più bisogno. E sono stanca di aver paura di ferire con le mie parole, perché io ho ferite dentro che non si rimargineranno mai.
E troppo, troppo non sbagliavo quando cantavo Di tanto amoremorirò
Cosa farà? Chissà. In fondo è capace di grandi gesti ah ma è successo con qualcun altro. Non ero io, eppure ce ne sarebbe stata loccasione, il bisogno. Ma non per D*. Lei comprende, perdona, e accomoda. Lei resta, e non fa paura. Non ti viene incontro a metà strada, piuttosto se la sobbarca tutta, x entrambi, corre davanti a te ti entra dentro e fa per due. Per quanto? Chissà. Non cè giustizia in tutto questo. e dall'altra parte, ora neanche un cenno. Il motivo vero? Chissà.
Amo. E di tutta risposta un anchio non mi basta più. Voglio amore, voglio di più. O non voglio niente.
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
Han cantato le stelline questa notte, Sua. Han cantato le sfere dei cieli per ninnarti questo ultimo sonno, carne mia, anima mia. Ci sarà la mano dura di un uomo che ecciterà il tuo calmo respiro, e i suoi piedi pesanti ti calceranno, e il suo ventre ti opprimerà i bei sogni, e la sua faccia sarà sulla tua per chiuderti gli occhi. Ascolta, Sua, la tua milza che grida, il figaretto che canta, il pelo tra le gambe che piange, il rognone che ti ingrava piacere. E riderai della forza delluomo tuo, rivolterai in fola la sua saggezza, abbatterai il suo orgoglio. Addolcirai il suo petto, come un gattino di casa blando ti chiamerà a sé il suo furioso pendaglio. Avrai denti di lupa contro i suoi torti e pietra di pomice per dilavare il nero dellanima sua, tintura di porpora per dare colore damore allamore. Con la furia dellorsa azzannerai il tradimento, e con la fragranza dellunguento lenirai la ferita. Avrai forza di bufala, malizia di colomba, mitezza di capriola. La femmina è lalba e il maschio è il tramonto, e luna ama laltro come luomo si compiace del bianco nascere del solo e la donna del suo rosso calare. Ma la femmina è prospera e il maschio è secco, luna è veggente e laltro offuscato. Sarà tua la facoltà di prosperare, sua quella di distruggere, tua lallegrezza, sua lamaritudine. Guida il tuo uomo con la fermezza del tuo dolce cuore come lallodola guida il potatore, come la cagna porta laccecato.
Carne della mia carne, io non ti do a nessuno, nessuno sulla terra ha diritto a te. Vattene con fierezza a prendere chi hai voluto.
Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.
Ho letto...
S. AGNELLO HORNBY La Mennulara-La Zia Marchesa-Boccamurata- Scritto sul corpo(J.Winterson) - Il mondo secondo Garp (J. Irving) - Annunciazione in metropolitana(C. Cretella) - La pioggia non spegne il desiderio(V. Olmi) - Una scrittura femminile azzurro pallido(F. Werfel) - Ieri(A. Kristof) - Il coraggio del pettirosso(M.Maggiani) - Che tu sia per me il coltello-Col corpo capisco(D. Grossman) - Bella del signore(A. Cohen) - Il terzo uomo sulla luna(F.Gazz�) - La ragazza con l'orecchino di perla-L'innocenza(T.Chevalier) - Il Dubbio(L.De Crescenzo) - Madame Bovary(G.Flaubert) - Arrivederci piccole donne (M.Serrano) - L'eleganza del riccio (Barbery Muriel) - Il contrario di uno (Erri De Luca) - The Millenium Trilogy (Stieg Larsson)
HERMANN HESSE Narciso e Boccadoro-Demian-Il lupo della steppa-Siddharta-Sotto la ruota-Il vagabondo-La nevrosi si pu� vincere-Animo infantile- BANANA YOSHIMOTO Kitchen-N.P.-Sonno profondo-Lucertola-Tsugumi-Amrita-Sly-L'ultimo amante di Hachiko-H/H-Arcobaleno-La piccola ombra-Honeymoon-Il corpo sa tutto-Presagio triste-Ricordi di un vicolo cieco-L'abito di piume- PAOLO COELHO L'Alchimista-Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduto e ho pianto-Monte Cinque-Il diavolo e le signorina Prym-Il cammino di Santiago-Veronika decide di morire-Undici minuti- A.BARICCO Seta-City-Oceanomare- A.DE CARLO Arcodamore-Due di due-Yucatan-Treno di panna-Uccelli da gabbia e da voliera-Nel momento-Pura vita- E.BRIZZI Jack Frusciante � uscito dal gruppo-Tre ragazzi immaginari- NICK HORNBY Come diventare buoni-Alta fedelt�- M.MAZZANTINI Manola-Non ti muovere - J.T.LEROY Ingannevole � il cuore pi� di ogni cosa-Sarah - V� dove ti porta il cuore (S.Tamaro)- Musica (Y.Mishima) - Bellezza e tristezza (Y.Kawabata) - Uno nessuno e centomila (L.Pirandello) - Il giovane Holden (J.D.Salinger) - Racconti e poesie (E.A.Poe) - Caro agli dei (M.Leimbach) - Rain Man (L.Fleischer) - Il danno (J.Hart) - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.) - Non ora, non qui (E.De Luca) - Occhi blu capelli neri (M.Duras)- Visioni (W.Blake)- Quello che rimane (P.Fox) - L'insostenibile leggerezza dell'essere (M.Kundera) - Altri libertini (P.V.Tondelli) - Le porte della percezione (A.Huxley) - On the road (J.Kerouc) - Festa di Amici (F.Lisciandro) - Trainspotting (I.Welsh) - Prima di mezzanotte (A.Klavan) - L'albergo delle donne tristi (M.Serano)- La luce oltre la vita (A.Raymond) - L. LIGABUE La neve se ne frega-Lettere d'amore dentro al frigo - Il Profumo (P.Suskind) - Amore&Psiche (dall'Asino d'oro di Apuleio
FUMETTI Il Rinvio I e II Jean Pierre GIBRAT –
Ho visto...
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